Oggi leggevo il libro di Vale, e leggendo ho conosciuto un tipo interessante, chiamato Kurt Goldstein (Tedesco emigrato in america subito prima della seconda guerra ;). Il libro è quello dell'esame di stato, ti ricordi?...Mi è piaciuta una sua frase, che dice "il piacere della tensione" e tutto ciò che intende. Dipendenze e tossicologia fisiologica. Il fatto che la tensione induca piacere, endorfine e cannabionoidi endogeni, il dipendere di queste molecole, il fatto di non volere cambiare la tua vita, il fatto di diventare tossico. Poi ho modificato il senso della frase "la tensione del piacere", per chiudere il cerchio. Vizio.
Prima di Goldstein ho letto un pò di Rogers, uno che ha centrato la sua teoria nelle differenze che ci sono tra il se e il se ideale. E la potenzialità di migliorare questo con il rapporto terapeuta - cliente. (Interessante essere chiamato cliente)
Goldstein in vece ha fatto asso delle sue conclusioni -le differenze tra l'ambiente e l'ambiente ideale-
Poi Maslow (positivista), uno che ha visto le cose da un'altro punto di vista. Questo ha tentato spiegare che le nostre motivazioni non sono le carenze. Uno non si muove per che ha mancanza del se o dell'ambiente ideali o di entrambi, se no per il bisogno di crescere. (crescere come sviluppare le capacità). Forse voleva dire, per la necessità di divenire l'ideale senza avere il bisogno. (Complesso ma carino). (soltanto di divenire come azione che porta a un punto ma non il bisogno di arrivare a tal punto).
Comunque, vorrei leggere qualcosaltro di Goldstein; l'ho trovato interessante. E ho trovato interessante anche vedere come fanno delle teorie dei diversi punti di vista dello stesso oggetto, dunque sono tutte corrette o sbagliate, "BELLO!" non credi?...

1 commento:
voleva essere una critica costruttiva, ma mi sa che non è venuta così bene.
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