
San Pietro:
Vorrei leggere questo davanti ad un pubblico, non tanto affollato; dove si respira il profumo dell’incenso. Un posto accogliente, con una sottile luce di candele perse tra le persone sedute. Sedute dove hanno trovato spazio e qualche cuscino solitario per appoggiare le loro chiappe.
Riesci a farmelo fare? (Ricordati che ho chiamato Giorgio per te ;)
Iniziare seduto su banchetta alta, con questo scritto a mano per qualche ragazza di turno (per fare la segretaria!, non pensare male vi prego). Guardare il foglio ed espressare (1): “1 (espressivo esiste, espressare no!?) “ con il viso e dire, “bella la ragazza che ha scritto questo”, poi alzando la vista dire “comunque vorrei iniziare dicendo, che… (pausa, tose) che non sono Italiano… (guardare con paura davanti a me: l’orizzonte con il mio futuro che va via tra le TUE mani ) e si, sono uno di fuori… Più o meno come uno alieno che è arrivato shhvuolazando con Iberia”. E guardo uno in particolare del pubblico, uno a cazzo diciamo e dico “Mi chiamo Luckyman, e mi chiamano Luciano Perazolo, e viceversa… A volte mi chiamano anche Dottore!” Mentre tento darle la mano, ma mi fa paura toccare uno sconosciuto, quindi… la rimetto in tasca. “Comunque, molto bello il vostro paese. Per fare il turista, io preferisco le onde però” (camminando in dietro).
“Ma qui, avete delle belle cose però…” Silenzo eterno mentre guardo su tentando di trovare Dio sul tetto del posto che non riesco a vedere perché è troppo buio. “Mi accendete una luce, che ho perso Dio…” E guardo un’altra volta lo stesso a cazzo. E’ le chiedo: “lei dove le piace fare il turista?” Risposta del personaggio del pubblico. “E perchè non va a vivere di quelli parti… Là forse non si annoia tanto, come per venire qui a guardarmi con quel viso, di “Mi manca sesso, dovevo portarla fuori”. “Bene adesso vi devo leggere:
Permaloso: qualcuno che capisce il tuo inconscio.
Mi son rotto le palls di esser ciamaato permalos, mi non son permalos, mi son PARANOICO!
E vaffanculo nel vostro dialetto!.” Senza fare pausa. “Vi devo leggere questo che una volta volevo scrivere sul mio blog, ma non so come cazzo andrà a finire, quindi forse lo trovate anche sul blog, e vi lo stampate, come per leggerlo e rileggerlo e rendersi conto che non ha senso”. E urlo “Ma prima vi devo spiegare cosa è un blog!”. Poi in bassa voce “Hahahaha, a volte divento anche ossessivo”. Domando al pubblico “ Chi sa cosa è un blog?” (Pausa e veramente mi frega poco chi lo sa) “E del tipo potresti rispondere tu, e dirmi cosa è un blog, qualcuno che sicuramente lo sa, e mi frego della meritocrazia!” Pausa e respiro d’ira. “ E se non lo sai, cosa ci fai qui…? In mezzo allo smaialeggio?” E non lo lascio parlare, veramente non mi importa se lo sa o no. “Bene, adesso un po’ di meritocrazia, chi VERAMENTE lo sa?... Ok, tu!, si tu! Dimmi”.
“Chiarito cosa è un blog?, …piùuuuuo mmeno?”… Pausa e bevo dal bicchiere offerto dalla bella che mi guarda. “Grazie bella!”. Occhiolino all’orizzonte che si ha portato il mio futuro tra le mie mani, che poi deve tornare per forza, è sempre il MIO futuro. “E adesso devo chiarire chi è San Pietro, e… che cazzo!, potevate leggere qualcosa prima di venire no?, e potevate rimanere a leggere e neanche venire, no?”… Guardando la prima risposta che ho datto meritocraticamente di sbagliata (del blog) “Ahhh questa la sai?” Pausa. “Si?” “Sei sicuro?”Pausa e “…Bene, dimmmmmi” . Risposta. Rispondo alla risposta: “Ok, la accendiamo?...” Pausa. “Bene, quindi chi non ha capito dopo se la prende con lui/lei!”. Pausa, sorso del bicchiere. Riprendo e dico:
“Vi devo leggere:” Pausa. "In data 25/05/07 io scrisse:
Ok, volevo dirti San Pietro, che il regolamento è entrato in vigore, l’ultimo venerdì scorso. Si, l’ultimo! E’ stato approvato in unanimità dall’assemblea deliberante, quindi è vero, è in vigore. Ok, fin qua ci siamo, e forse ci sono anch’io, (poi vedremo). Quindi adesso bisogna pubblicare i turni di pulizia, ma “chi lo fa?” Mi e ti domando, cioè “ci domando?” E io non lo so, mi sono perso nella burocrazia italiana di dovere fare un regolamento per avere una casa abitabile. QUINDI NON LO SO!, poi se tu lo sai e mi lo vuoi fare sapere, sarei più che grato e contento; sarei… stupido, grato, contento e pepplesso, ma non so se più stupido o più peppleso. Shvuolazzo! Cazzu iu! (Cazz’iu?).
Ho un grande problema con la tua lingua, io vado da una parte e lei va da un’altra (come con Lila, tra l’altro).
L’italiano non è logico:
Tedesco: uno che viene dalla germania.
Quindi un Germanico è un tedesco?, “SI!” mi è stato risposto. Io davanti ad affermante risposta ho esclamato “Quindi un austriaco, è uno che viene dall’Austria, e un tedesco è uno che viene dalla Germania?” E mi è stato risposto “SIIII!” con viso di “ma quante altre cazzate riesci a domandare?”. “Ahhhhh va bene!” Mi sono detto, e ho risposto. E poi ho aggiuntato (aggiunto: che cazzo è?, sostantivo o soggettivo?, aggiuntato: participio passato SONO 2… verbi diversi?... è vero: Aggiuntare è lo stesso di aggiungere, quindi non correggete cazzate!;). E poi ho chiesto, “Ma scusa, un tedesco che lingua parla?” “TEDESCO!” Ancora rispondeva troppo sicura di se stessa. Quindi ho dovuto chiedere… “E uno svizzero parla anche tedesco?”… Questa ha avuto il coraggio di rispondere ancora… “SIIIIIIIIIII!” e “UNO AUSTRIACO?” Ho domandato io già arrabbiato. “Tedesco?” Ha risposto lei con il viso di… “sono sicura di avere sbagliato qualcosa ma non riesco a dirti cosa, comunque, non urlarmi che piango”.
Forse mi manca qualche TESSERA, per entrare al tuo celo… San Pietro burocrate!.
La finisco domani, perché dovrei dormire.
notte